È ormai nostra consuetudine presentare la nuova Carta dei servizi proponendo in prima pagina un’allegoria che "a colpo d’occhio" comunica l’argomento da mettere sotto lente d’ingrandimento.
Nella Carta dei servizi del 2008 abbiamo stimolato la vostra riflessione sulla libertà di scelta, un principio universalmente condiviso, ma ancora poco applicato.
Nel 2009 vi abbiamo segnalato la possibile chiusura delle strutture private convenzionate; ci avete sostenuto con 150.000 firme che ci hanno incoraggiato a non fermarci, nonostante le difficoltà.
Nel 2010 vi abbiamo parlato delle liste d’attesa per spiegarvi come mai si deve attendere così a lungo per una prestazione in convenzione, mentre privatamente si può ottenere in tempi brevi.
Siamo nel 2011 e il panorama davanti a noi è ancora incerto. Libertà di scelta e liste d’attesa sono sotto gli occhi di tutti, le strutture private accreditate non dispongono di una pianificazione sicura e se consideriamo il momento economico finanziario, non ci appare realistico immaginare a breve importanti cambiamenti. Nonostante ciò, noi crediamo nel nostro lavoro e siamo certi che la nostra presenza è una ricchezza di cui il nostro territorio non può privarsi.
Di fronte a questo panorama che non offre un indirizzo chiaro, abbiamo pensato che in attesa che si diradi la nebbia possiamo e dobbiamo fare una sola cosa: impegnarci con tutte le nostre forze per continuare a migliorare la qualità dei servizi e dell’organizzazione aziendale.
Per questo motivo tutte le strutture del Gruppo Data Medica hanno intrapreso il percorso dell’Accreditamento di Eccellenza.
Ciò non significa che siamo eccellenti ma che la nostra organizzazione è formalmente impegnata ad applicare, attraverso un percorso di miglioramento continuo, tutti gli standard internazionali richiesti per essere qualificati tali, nella consapevolezza che un punto d’arrivo non si raggiungerà, perché la vera eccellenza è il percorso del miglioramento continuo.
Siamo certi che la filosofia che ispira questo nuovo modo di operare porterà almeno due ricadute positive: la prima sui nostri assistiti in quanto contraccambierà la fiducia che hanno riposto in noi, la seconda perché consegnerà al nostro territorio un’azienda locale in linea con i criteri di gestione e di cultura sanitaria internazionale più avanzati.
Questo è il nostro modo di prepararci per il futuro.