Nell'illustrazione potete vedere tre contenitori che rappresentano altrettanti “indicatori”.
I primi due “innovazione” e “qualità” quasi al 100% sono i vostri giudizi sui nostri servizi, e provengono delle nostre rilevazioni periodiche sulla gestione della struttura e sul gradimento dell’utenza.
Il terzo rappresenta la “disponibilità delle prestazioni in convenzione”, rispetto alla potenzialità della struttura , utilizzata solo al 25% per i servizi in convenzione.
Abbiamo scelto di mettere in copertina questo argomento per rendervi conto di una cosa che per voi è molto importante e cioè del perché le liste d’attesa delle prestazioni in convenzione sono spesso lunghe, mentre i tempi si accorciano sensibilmente per le prestazioni a pagamento. Ci teniamo a darvi una spiegazione chiara perché sappiamo di creare in voi molto fastidio e vogliamo sgombrare il campo da interpretazioni che non corrispondono alla realtà.
Per prima cosa due fatti:
- Non esiste alcun interesse da parte nostra di allungare le liste d’attesa per indurvi a pagare le prestazioni in proprio. Esiste invece, come per tutte le aziende, la necessità di impiegare al massimo le risorse disponibili.
- Non c’è nessuna differenza fra le prestazioni fatte in convenzione e quelle a pagamento. La qualità del servizio, gli operatori, le attrezzature sono identici e sempre orientati alla massima soddisfazione del cliente.
Allora cosa cambia? Cambia il soggetto che “paga” il prezzo delle prestazioni:
- le prestazioni private le ”paga in toto l’utente” che ne usufruisce;
- le prestazioni convenzionate, le ”paga il Servizio Sanitario” che per controllare la spesa pubblica, ci impone dei tetti che limitano il numero di prestazioni che possiamo eseguire annualmente.
Nelle nostre agende occupiamo gli spazi riservati alla convenzione in base al numero di prestazioni autorizzate dalla programmazione regionale. Se le richieste giornaliere superano il numero di prestazioni autorizzate, si creano ovviamente liste d’attesa più o meno lunghe a seconda del numero di richieste pervenute. Le istituzioni sanitarie pubbliche hanno comunque la facoltà di tenere sotto controllo le liste d’attesa e di ridurle avvalendosi anche delle nostre strutture private accreditate, che siamo i loro partner istituzionali nell’erogazione dei servizi sanitari.
Così stanno le cose e come si può capire le nostre strutture non possono intervenire nell’abbattimento delle liste d’attesa se non in stretta collaborazione con le istituzioni. Lo scopo di questo messaggio è di fare chiarezza sulla nostra posizione. Infatti la vostra fiducia nella trasparenza e correttezza del nostro modo di operare è per noi un elemento irrinunciabile nel rapporto con voi utenti .
Cogliamo infine l’occasione per darvi due comunicazioni.
Una buona: e cioè dirvi un grazie particolare per averci sostenuto nella raccolta delle firme contro l’ipotesi di chiusura dei laboratori. Abbiamo raccolto ben 132.000 firme e siamo certi che il vostro desiderio di mantenere in vita i servizi dei nostri laboratori sarà tenuto nella dovuta considerazione dalle istituzioni.
Una cattiva: Riguarda lo screening senologico. La Usl ha revocato la possibilità a tutte le strutture accreditate con cui operava in partnership, di continuare la collaborazione nella gestione dello screening senologico. Pertanto, dopo anni di fattiva e soddisfacente collaborazione soprattutto per le utenti, è stato disattivato, nostro malgrado, il collegamento informatico per la gestione dello screening e siamo stati costretti a sospendere il servizio. Resta immutata per tutte le nostre utenti la possibilità di eseguire la mammografia, l’ecografia mammaria e le altre prestazioni senologiche presso le nostre strutture “con l’impegnativa” , al di fuori del progetto di screening.
Vi ringraziamo per l’attenzione, ci auguriamo di avere chiarito alcuni aspetti molto importanti dei nostri servizi e restiamo a vostra completa disposizione per ogni vostra necessità anche attraverso la nostra e-mail: info@datamedica.it
MPB